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Qual è la vera Roma? Molti nodi rimangono irrisolti

Dopo le ultime due partite la Roma di Mourinho sembra rigenerata. Ma basta vincere contro Lecce ed Empoli?

Empoli-Roma è stata una partita incredibile. La squadra giallorossa si è imposta per 2 a 4 in trasferta al Castellani, mostrando nei primi 45 minuti tutta quella mole di gioco all'insegna della qualità che, in presenza di coperture adeguate, corsa e concentrazione, il club capitolino è di solito in grado di mettere in campo senza troppi problemi. Al contrario nei successivi 45 minuti di questa gara si sono materializzate di nuovo tutte le peggiori paure e tutte le irrefrenabili ansie che rappresentano ancora oggi il principale limite di questa squadra. Il primo tempo del match dunque ha visto una Roma schiacciasassi capace di non far toccare un pallone alla compagine toscana, impossibilitata a reagire totalmente sia dal punto di vista tecnico che tattico di fronte alla velocità degli interpreti giallorossi, in presenza dell'abilità di questi ultimi nel bloccare ogni linea di passaggio degli avversari e di creare densità in mezzo al campo: il netto 0 a 4, al termine della prima frazione, con la doppietta di Abraham e con i gol di Sergio Oliveira e Zaniolo, ne è stata una logica conseguenza. Il secondo tempo invece ha visto andare in scena una squadra assolutamente in preda al panico, timorosa anche della propria ombra, incerta, confusa e particolarmente stanca sia dal punto di vista sia fisico che mentale. 



La quasi rimonta dell'Empoli

A mente fredda, ripensando al match, non si è ben capita la collocazione temporale del momento iniziale del crollo: leggermente prima del gol realizzato al minuto 55 da Pinamonti? O nei momenti successivi? Il gol è stato quindi cagionato dal sorgere di un improvviso calo di concentrazione o il venir meno dei giallorossi si è manifestato solo come una reazione psicologica alla prima rete subìta motivata dall'illustre precedente cappotto subìto contro la Juve? Non è dato saperlo con particolare chiarezza. Forse si sono verificate entrambe le dinamiche. Ciò che invece è dato sapere è l'elaborazione di un concetto chiaro: non bastano alla Roma ben 4 gol di vantaggio sull'avversario per fare stare tranquilli i propri tifosi. La gara, anche dopo una prima frazione da gioco disputata in modo meraviglioso e contornata da una incredibile goleada, può essere rimessa in discussione addirittura con lo spettro di un pareggio o di una sconfitta. La Roma, nella sua ventitreesima partita di questo campionato, durante la ripresa al Castellani, è stata messa sotto completamente da un Empoli tornato improvvisamente ad avere quella sua brillantezza tipica di questa stagione e smarrita in A da 4-5 giornate (anche se riemersa con forza due giorni prima in Coppa Italia contro l'Inter): il secondo gol dei toscani poi, messo a segno da Bajrami al minuto 72, ha spaventato moltissimo i giallorossi rintanati nella propria metà campo aspettando l'incedere ineluttabile della rimonta avversaria. 


Le fragilità della squadra di Mourinho

Rimonta che però non si è completata in virtù di un'ultima stoica resistenza dietro la linea del pallone riuscita finalmente senza catastrofi al termine della partita. Mourinho ha saputo in seguito placare i timori dei tifosi romanisti sul secondo tempo thrilling della propria squadra, mettendo l'accento sul primo tempo perfetto dei suoi, sulla naturale stanchezza dei giocatori nella ripresa (dopo aver speso precedentemente enormi energie dal punto di vista fisico) e sul ritorno fisiologico in partita dell'Empoli col passare dei minuti, tenendo in considerazione che tale compagine in questa stagione sta brillando per le prestazioni messe in campo e per i risultati conseguiti finora. La Roma ha superato la sue fragilità? Probabilmente no. Eppure ha rafforzato i suoi pregi. E per ora è meglio non chiedere altro.


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