2745 giorni dopo l'ultima notte di Champions a Oporto, la Roma torna tra le grandi d'Europa. Sono cambiati il mondo, la squadra e le nostre vite. Non è cambiato l'amore per la Roma.
Sto ascoltando la musichetta della Champions da stamattina e forse non è stata una buona idea.
Ce sont les meilleures équipes
Sie sind die allerbesten Mannschaften
The main event
In realtà, la ascolto da maggio. Da Hellas Verona-Roma, dal gol di El Shaarawy, anzi, dal suo bacio d'addio.
C'era anche lui, quella sera a Oporto, il 6 marzo di quasi una vita fa. C'era, ma non era in campo.
C'erano Olsen, Marcano, Nzonzi, Karsdorp. C'erano però anche Dzeko, Manolas, Zaniolo. In panchina, gli ultimi superstiti di oggi: Cristante e Pellegrini.
Era la Roma di Di Francesco. Era ancora la Roma di De Rossi, come lo sarà per sempre.
Sembra una vita fa. E forse è vero.
Quanto è cambiato il mondo in 2745 giorni? Quanto è cambiata la Roma in più di sette anni?
In mezzo c'è stata una pandemia, ci sono stati gli stadi chiusi, gli spalti vuoti, come vorrebbero e come stanno riuscendo a fare.
In mezzo ci sono state Tirana e Budapest. C'è stato un mago da Setúbal e ora un profeta da Grugliasco.
Quanto sei cambiato, te?
C'è chi ha cambiato casa, chi ha trovato lavoro, chi si è trasferito. Chi si è lasciato, chi si è fidanzato, chi si è sposato. Qualcuno se n'è andato, qualcun altro, invece, è arrivato.
Solo una cosa non è cambiata: l'amor per te. L'amore per la Roma.
Non è cambiato il desiderio, l'attesa, la trepidazione. L'ansia del giorno della partita, i minuti in attesa del fischio d'inizio, la voglia di vederti.
Di vederti brillare.
In Italia, nel mondo, in Europa.
Sempre insieme a te saremo.
Non sono cambiati i brividi quando senti quella musichetta lì, quelle note che conoscono tutti, quelle frasi che non conosce nessuno.
Die Meister
Die Besten
Les grandes équipes
The Champions
Tra loro, noi.
Tra loro, la Roma.



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