Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Cosa compriamo quando compriamo Mason Greenwood?

Il talento dell'Olympique Marsiglia, Mason Greenwood, è il primo obiettivo di Gasperini per la nuova Roma, ma il suo passato giudiziario riapre un dibattito etico che in Italia continua a essere ignorato.

C'è un nome in cima alla lista della spesa della Roma, e in particolare di Gian Piero Gasperini, per rinforzare la squadra del prossimo anno. Il nome di Mason Greenwood. Esterno destro di piede mancino, classe 2001, inglese, oggi all'Olympique Marsiglia dopo una breve parentesi al Getafe e quasi sedici anni al Manchester United, il club che lo ha cresciuto, che lo ha fatto esordire tra i grandi. Il club che lo ha sospeso nel 2022, quando Greenwood è stato arrestato con l'accusa di stupro e aggressione ai danni di una donna.

Per capire la sua parabola dobbiamo riavvolgere i nastri della storia. E tornare indietro nel tempo, precisamente al 2022. È il 30 gennaio, Harriet Robson, compagna del calciatore, pubblica sui suoi social una serie di immagini e video che la ritraggono con lividi e segni di violenza. C'è anche un file audio, in cui la donna si rivolge all'uomo: "No io non voglio fare sesso!", "Non me ne frega un c***o di quello che vuoi!". E ancora: "Ti sc****ò, t****a". L'audio termina poi con una minaccia: "Spingimi ancora una volta e guarda cosa ti succede". Nel giro di poche ore Mason Greenwood viene arrestato dalla polizia di Manchester con l'accusa di stupro e aggressione. La sua carriera inizia a precipitare: la Nike sospende la collaborazione, la EA Sports lo rimuove dal videogioco Fifa, il Manchester United lo mette fuori rosa. Il 2 febbraio il calciatore torna libero su cauzione, in attesa di ulteriori indagini, e viene nuovamente arrestato il 15 ottobre, presumibilmente per aver violato le condizioni della sua libertà su cauzione. Come? Contattando la sua accusatrice. Lo stesso giorno viene nuovamente accusato di tentato stupro, comportamento controllante e coercitivo e aggressione. I fatti sono relativi all'ottobre 2021 ma l'atteggiamento violento del calciatore, secondo quanto si legge, viene fatto iniziare dal novembre 2018. Le ultime tappe della sua vicenda giudiziaria sono la custodia cautelare fino al 21 novembre, una nuova libertà su cauzione con la condizione di non contattare i testimoni e infine, il 2 febbraio 2023, quando il Crown Prosecution Service ritira tutte le accuse contro Greenwood: "la combinazione del ritiro di testimoni chiave e di nuovo materiale emerso ha fatto sì che non vi fosse più una prospettiva realistica di condanna ha spiegato un portavoce del CPS - In queste circostanze, abbiamo il dovere di archiviare il caso".

Parallelamente all'inchiesta giudiziaria, anche il Manchester United ha svolto una sua indagine interna, durata sei mesi, in cui si legge che "sulla base delle prove" a disposizione del club "il materiale pubblicato online non forniva un quadro completo" e "Mason non ha commesso i reati per i quali era stato inizialmente accusato. Detto questo, come Mason riconosce pubblicamente oggi, ha commesso degli errori di cui si assume la responsabilità". Lo stesso Greenwood, in occasione del comunicato della squadra inglese, rilascia una dichiarazione: "Voglio iniziare dicendo che capisco che le persone mi giudicheranno per quello che hanno visto e sentito sui social media, e so che penseranno il peggio. Sono stato educato a sapere che la violenza o l'abuso sono sbagliati, non ho fatto le cose di cui sono stato accusato e a febbraio sono stato scagionato da tutte le accuse. Tuttavia, accetto pienamente di aver commesso degli errori... e mi assumo la mia parte di responsabilità per le situazioni che hanno portato al post sui social media. Sto imparando a comprendere le mie responsabilità di dare un buon esempio come calciatore professionista e sono concentrato sulla grande responsabilità di essere padre". E ancora: "Intendo diventare un calciatore migliore, ma soprattutto un buon padre, una persona migliore, e usare il mio talento in modo positivo dentro e fuori dal campo".

Un percorso che non continuerà a Manchester, dal momento che le strade di Greenwood e Red Devils si separano di comune accordo. Prima il prestito al Getafe, in Liga, poi il trasferimento a titolo definitivo, per 31 milioni di euro, al Marsiglia. Dove le polemiche non si fermano, anzi. A prendere posizione sull'approdo in Ligue 1 del calciatore inglese è Benoit Payan, sindaco della cittadina francese, che ai microfoni di RMC non usa mezzi termini: "Aggredire brutalmente sua moglie in quel modo è indegno di un uomo, e credo che non abbia posto in quella squadra. Chiederò al presidente dell'Olympique de Marseille di non ingaggiare Greenwood. Non voglio che il mio club sia macchiato dalla vergogna di qualcuno che picchia la moglie. Non voglio che il mio club sia ricoperto dalle ceneri di qualcuno che picchia la moglie in questo modo. Non è accettabile".

A Marsiglia la strada di Greenwood si intreccia anche con quella di Roberto De Zerbi, che interrogato sulla vicenda penale del calciatore glissa così: "È un bravo ragazzo, ha pagato un prezzo molto alto per quello che è successo, un prezzo davvero molto alto. Ha trovato l'ambiente giusto per lui. Gli abbiamo dato una mano e gli abbiamo dimostrato affetto. È un po' introverso, ma conosco lui e la sua famiglia". Parole che non sono piaciute a Londra, dove oggi De Zerbi allena il Tottenham. Lo scorso marzo, quando il suo nome venne accostato come sostituto di Igor Tudor sulla panchina degli inglesi, tre gruppi di tifosi del Tottenham, Proud Lilywhites, Women of the Lane e Spurs Race, rilasciarono un duro comunicato in cui si chiedeva al club di non assumere l'allenatore, colpevole di aver minimizzato la questione Greenwood. "Il calcio non esiste in un vuoto. I club fissano degli standard, che lo vogliano o meno, e quegli standard influenzano il modo in cui le persone si sentono, chi si sente accolto e quali comportamenti vengono considerati accettabili - si legge nel comunicato a firma Proud Lilywhites, Associazione ufficiale dei tifosi LGBTQ+ del Tottenham Hotspur - Quando una persona in quella posizione difende pubblicamente un giocatore come Mason Greenwood e presenta la vicenda in modo da minimizzare la gravità di quanto accaduto, questo ha un peso, non solo come episodio isolato ma per il messaggio che trasmette".

Le parole del collettivo sono la conferma di un'attenzione e di una sensibilità al tema della violenza sessuale e domestica, dentro e fuori il mondo del calcio, che in Italia non trova corrispettivi. Leggendo, in questi giorni, gli articoli di calciomercato della Roma che parlavano del possibile approdo in Serie A di Greenwood mi ha colpito questa analisi: la concorrenza per la squadra giallorossa è soprattutto dalla Turchia, dove lo vuole il Fenerbahce (nel momento in cui scrivo, Hakan Safi, candidato alla presidenza del club turco, ha annunciato di aver raggiunto l'accordo con il calciatore), visto che "la Premier League è fuori dai giochi". Perché è fuori dai giochi? Perché nessun'altra squadra inglese vuole riportare in patria il calciatore? La risposta è fin troppo semplice. Ma allora perché niente di tutto questo sta accadendo in Italia? Perché nessuno ha preso posizione su questo possibile trasferimento? Perché non si è scritto o non si è detto nulla su quello che potrebbe rappresentare il suo acquisto?

Come ha scritto Valerio Moggia su Ultimo Uomo, aldilà del garantismo, che vale ovviamente anche per il caso Greenwood, bisogna dire le cose come stanno: il calciatore non è mai stato giudicato colpevole, così come non è mai stato giudicato innocente. La risoluzione della sua vicenda giudiziaria non è legata a un processo, a una condanna, a una pena che è stata scontata ma al passo indietro dell'accusa. Ed è qui che sorgono altri interrogativi: perché la donna ha ritirato la denuncia? Cosa è successo tra il gennaio 2022 e il febbraio 2023? In che modo e a causa di cosa è maturata quella decisione? Come si può chiudere così la vicenda di un uomo che ammette "di aver commesso degli errori"?

Sono domande senza risposta. Domande difficili, domande complicate. Più facile è invece rispondere a un'altra domanda: ma veramente è così importante la vicenda extracalcistica di un calciatore? Davvero la vita privata di un professionista ha un impatto così forte su quella pubblica e sportiva? "Basta che me fa vince" diceva un commento sui social. Ecco, la risposta è tutta qui: nella visione che abbiamo di questo sport, nel suo significato, nel suo peso. E il calcio veramente non è solo ventidue uomini in calzoncini che rincorrono una sfera, è emozione e sogno, ma anche veicolo di valori. È un modo di guardare e di capire quello che ci circonda ma non solo: anche di cambiarlo. Attraverso il calcio che vogliamo stiamo dicendo anche che società vogliamo, che tifosi e che tifose, che calciatori e che calciatrici, che uomini e donne vogliamo. E vogliamo essere. 

Per questo serve prendere posizione su Greenwood, alla Roma e altrove. Per questo serve rompere un silenzio che dice molto sul calcio e sulla società di oggi, in Italia. 

AS Roma, "Let's Play Together": il calcio diventa ...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://mail.il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...