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Ripartire dalle certezze

La sconfitta contro il Cagliari fa vacillare la Roma di Gasperini che deve ripartire dalle sue certezze.  

Eccoci, quel momento è arrivato. Quel momento che forse, nascondendolo, ci aspettavamo da settembre; quel momento che, senza farci vedere, ogni tanto forse abbiamo immaginato. Quel momento in cui le cose iniziano a girare male, la Roma inizia a perdere, i sogni si allontanano, le certezze vengono meno.
Due sconfitte nelle ultime due partite sono un segnale, ma forse lo è ancora di più il modo in cui sono arrivate: senza combattere, senza provarci, forse senza crederci. Senza dubbio senza tirare: un tiro in due partite è la statistica che parla da sola, che descrive il momento della squadra. E se con il Napoli poteva anche andar bene, con il Cagliari no, non può andare bene. Soprattutto contro questo Cagliari. Sono queste le sconfitte che fanno male, quelle che non ti aspetti, che non avevi messo in conto.

Ma il momento, quello sì, lo avevamo messo in conto un po' tutti. Quando la ruota smette di girare o quando vengono a galla problemi irrisolti. L'attacco è quello più lampante: Baldanzi prima punta va bene per una partita, ma non può essere la soluzione. Dybala non è neanche al 50% della sua forma, Pellegrini sono due partite che è sparito dai radar, e questo Ferguson fa rimpiangere anche Dovbyk. Ora anche la difesa inizia a scricchiolare, con giocatori in ritardo (vedi Ghilardi) e chi sembra avere la testa già altrove (vedi Ndicka).

Il momento difficile è arrivato e rischia di essere difficilissimo se si guarda il calendario: Celtic in trasferta, poi Como e Juventus, prima di chiudere il 2025 contro il Genoa di De Rossi. Il momento è difficile ed è bene invertire subito la rotta. Come? Partendo da alcune certezze. La prima, in campo: quel Mile Svilar che è sempre di più l'unico fuoriclasse che ha questa squadra, ma che da solo non basta e intorno al quale bisogna costruire il futuro. L'altra, in panchina: quel Gian Piero Gasperini che, anche tra errori, calcoli e invenzioni sbagliate, sta costruendo la sua Roma. E gli ingredienti sono diversi rispetto a quelli del murales: sono tempo, pazienza, fiducia. Un'altra certezza: quanto fatto finora non è stato figlio del caso e neanche della fortuna. È frutto di lavoro, di impegno, di testa bassa, di dedizione.

Va bene perdere, a patto che non si perda la bussola, scrivevamo appena una settimana fa. Oggi la sconfitta con il Cagliari rischia di far perdere la rotta, e per non farlo serve l'altra certezza, la più grande, la più vera: l'amore per questa squadra. Uniamoci intorno alla Roma e facciamolo subito, ancora di più di ieri, ancora di più di domani. Facciamolo subito senza aspettare altre sconfitte, altri psicodrammi, altri passi falsi. Chi può lo faccia nel mercato di gennaio, dando a questa squadra un centravanti innanzitutto, poi un esterno d'attacco e un altro centrocampista. Chi può lo faccia sugli spalti, a casa, con in mano una bandiera o con l'orecchio alla radiolina.

La rotta è stabilita ed è quella che porta all'Europa. E per raggiungerla si deve ricominciare a vincere da giovedì sera, in terra di Scozia. Perché un'altra certezza è questa: l'Europa, negli ultimi anni, è stata casa nostra. E lo deve diventare sempre di più. 

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