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Paloma Lazaro, dal calcetto a ricreazione ai gol con la Roma Femminile

 Scopriamo l'attaccante della Roma Femminile, Paloma Lazaro, tifosa dell'Atletico Madrid cresciuta nel Rayo Vallecano.

L'Estadio Vicente Calderon, a Madrid, non c'è più. L'hanno demolito nel 2017, per trasferire l'Atletico al Wanda Metropolitano. Il balcone della casa di Paloma Lazaro, invece, c'è ancora. Da lì, da bambina, si affacciava per guardare i tifosi che andavano alla partita. Gli occhi grandi, pieni di sogni. Occhi a forma di pallone.

In quello stadio Paloma non ci giocherà mai, ma in compenso oggi gioca al Tre Fontane, che mister Spugna ha definito "lo stadio più bello della Serie A". Ci gioca con la maglia della Roma Femminile addosso, la stessa con cui sabato scorso ha segnato una doppietta, nei quarti di finale di Coppa Italia. "Bello tornare al gol. Sono molto contenta personalmente e per la vittoria - ha raccontato - Sapevamo che era un campo troppo piccolo. Noi siamo abituate al Tre Fontane, che è il doppio. Anche il sintetico non è l'ideale. Ma alla fine le giocate sono andate a buon fine e abbiamo fatto tre gol".
L'attacco della squadra giallorossa l'ha guidata lei, al fianco di Corelli, a confermare una dota di leadership innata, che nasce da lontano.
Paloma Lazaro alla Roma Femminile. Fonte: Il Romanista.

Gli esordi di Paloma Lazaro 

La Paloma Lazaro bambina ce la immaginiamo come una peste. Sempre a due mila tra scuola e palestra, danza e tennis, compiti e calcetto. "Non stavo mai ferma" ammette. Quando suonava la campanella della ricreazione era l'unica femmina a giocare con i maschi ed era lei a dettare le regole: pallone sotto il braccio, occhi grandi ma sicuri, le squadre le faceva lei. "Ero la boss della situazione - raccontaE visto che ero brava mi hanno proposto di giocare nella squadra di calcetto della scuola e mi sono appassionata ancora di più. Sono andata avanti e poi dal calcetto sono passata al calcio a 11".

Fino a 14 anni gioca con i maschi, tra comodità ("Ero sempre la prima a farmi la doccia") e tanto impegno: era fondamentale dosare le forze, calibrare la potenza, giocare d'astuzia e di velocità, imparare a leggere le situazioni. Con questo curriculum arriva al Rayo Vallecano, nel 2007. Sono gli anni in cui le biancorosse dominano il calcio femminile spagnolo. Un secondo posto e una Coppa della Regina, prima di una tripletta di scudetti dal 2009 al 2011. La scintilla scatta proprio qui: Paloma Lazaro inizia a 15 anni a giocare e ad allenarsi con la prima squadra, ma soprattutto inizia a pensare al calcio come un lavoro.
Con questo spirito decide di accettare la proposta del Tenerife. "Ho colto questa opportunità per crescere come persona e calciatrice e diventare indipendente. Sono diventata una persona diversa rispetto a com'ero prima. Poi a Tenerife si vive molto bene, c'è il sole tutto l'anno, la vita è economica, le distanze sono limitate, c'è il mare…".

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L'arrivo in Italia: Pink Bari, Fiorentina e Roma Femminile

La Lazaro è una calciatrice in rampa di lancio, con il vento in poppa. Come quando suonava la campanella della ricreazione, prende il pallone sotto il braccio e decide cosa fare. Approda alla Pink Bari, a stagione in corso, viene buttata nella mischia contro il ChievoVerona Valpo ed è subito decisiva con una doppietta, nel 3 a 1 finale. Poi, dopo mezza stagione, di fronte alla scelta tra tornare in Spagna o continuare in Italia non ha dubbi. Anzi, alza la posta. Firma con la Fiorentina, per andare a giocare la Champions League.
Intraprendente, sicura, decisa. Non a caso la sua abilità migliore, a detta sua, è nell'uno contro uno. Ma Paloma Lazaro è un'attaccante completa, capace di variare su tutto il fronte d'attacco e di segnare in tutti i modi possibili.

Lo dimostrano i gol contro il Como: il primo con un colpo di testa guizzante e marcato, sul primo palo, il secondo da cineteca, con un pallonetto preciso, una palombella, sul portiere in uscita. Gol preziosi, belli, vincenti. Da quando è alla Roma Femminile, dal 2020, ha segnato 11 reti in campionato e ha vinto una Coppa Italia. Ancora poco per una che ha la sua fame, di gol e di successi. "Dobbiamo puntare al massimo in tutte le competizioni. Abbiamo la squadra per farlo e la mentalità deve essere questa, lavorare per vincere ogni partita" aveva detto per presentarsi.

A cominciare dalla prossima, contro il Pomigliano, passando poi per il ritorno col Como e per la sfida con l'Inter. Tre partite da giocare in casa, tra le mura amiche. Tre sfide fondamentali per la stagione. Da affrontare come ai tempi della ricreazione: con il pallone sotto al fianco e gli occhi sicuri. 

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