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Intervista a Francesco Tavano: "Roma la scelta giusta. Sarò sempre grato all'Empoli"

Francesco Tavano con la maglia della Roma

226 gol in carriera. La maggior parte con la maglia dell'Empoli, di cui è il recordman, ma 2 anche con la maglia della Roma. Ciccio Tavano è il filo che unisce giallorossi e toscani, prossimi avversari domenica alle ore 18.00. Una vita in area di rigore, che continua ancora oggi, a 42 anni, con la maglia del Ponsacco, in Eccellenza toscana: "Serve la voglia di mettersi in gioco non solo nelle partite e nel campionato, ma giorno dopo giorno, negli allenamenti".

Per preparare Roma Empoli ecco le sue parole, in esclusiva, per Il Catenaccio



Domenica sarà Roma Empoli. Che partita si aspetta?

Una bella partita, sono due squadre costruite per fare bene, sebbene con obiettivi diversi. Sono squadre a cui piace attaccare. Mi aspetto una partita vera, non scontata.

Lo sta seguendo il campionato?

Sì e mi sembra molto equilibrato. Le squadre si assomigliano tutte per risultati e forze messe in campo. Sembra un po' in ritardo la Juventus, ma è presto per dirlo: alla fine verranno fuori anche i bianconeri.

Con 107 gol, lei è il recordman dei toscani. Che piazza è quella di Empoli?

La piazza ideale per un giovane. Una piazza tranquilla, una città serena, che permette a chi ha delle qualità di tirarle fuori al 100%. Io a Empoli devo tantissimo. Grazie a quella città, alla società ho conosciuto il grande palcoscenico della Serie A e ho fatto tutti gli esordi della mia carriera. Sarò sempre grato a Empoli.

Poi arriva la chiamata del Valencia. Lì cosa non ha funzionato?

Tante cose, anche perché se determinate esperienze non decollano è frutto di una serie di errori. Quando le cose vanno male non è solo di una persona la colpa. Nonostante tutto in Spagna ho potuto assaggiare la Liga, ho giocato in Champions League. Insomma non è tutto da buttare.


Tavano con Ferrari e Perrotta

Dai giallorossi di Spagna, ai giallorossi della Capitale. Com'è stato giocare per la Roma?

È stata un'esperienza bellissima, era una grande squadra. Fu anche una stagione molto positiva: vincemmo la Coppa Italia e terminammo il campionato secondi, dietro l'Inter. A livello personale, poi, mi sono tolto anche qualche soddisfazione. Ho giocato 14 partite e segnato 2 reti, contro Reggina e Catania, anche perché davanti a me c'erano giocatori forti, importanti. Sono molto contento di aver fatto la scelta di andare nella Capitale.

Sembra scontato, ma ci provo lo stesso: chi è il compagno più forte che ha incontrato?

Per la carriera che ho fatto e per le squadre che ho giocato, ovviamente è Francesco Totti. Per me era un idolo e giocare, allenarsi con lui era incredibile. Era un'emozione vederlo all'opera, vederlo fare le cose che sapeva fare solo lui con la palla.

Qual è il ricordo più bello della sua esperienza a Roma?

La vittoria della Coppa Italia, a Milano, dopo il 6 a 2 dell'Olimpico. San Siro era pieno di romanisti. Fu un'emozione unica.

Lancio di Pizarro, spalla di Vucinic in area, palla perfetta per lei, che scaraventa in rete. Era contro il Catania. Un gol di rabbia e di voglia. Sono queste le doti perfette per un attaccante?

La qualità fondamentale è quella di sentire la porta. Deve voler scendere in campo per un solo obiettivo: fare gol. Ogni minima occasione che gli capita deve tramutarla in gol o perlomeno andarci vicino. Serve il cinismo, sotto porta.


Francesco Tavano con la maglia dell'Empoli

E a Roma, in quel periodo, c'era Luciano Spalletti.

È stato il mister a volermi a Trigoria. Venivo da sei mesi di inattività quindi ci misi un po' a entrare nel ritmo e a trovare la condizione. Ma Spalletti era un grande: si vedeva come preparava le partite nel minimo particolare. E si vede anche adesso, con i risultati di Napoli.

Di Mourinho invece, che mi dice?

Sarebbe stato bello essere allenato da Mourinho. È un personaggio unico, che riesce a trasmettere tantissimo alla squadra, entra nella testa dei calciatori, fa di tutto per farli rendere al massimo. E lo stiamo vedendo con la Roma.

E ora l'esperienza col Ponsacco, in Eccellenza. Come si sente?

C'è sempre la voglia di mettersi in gioco, anche perché se manca quella devi appendere gli scarpini al chiodo. Serve la voglia di mettersi in gioco non solo nelle partite e nel campionato, ma giorno dopo giorno, negli allenamenti. Io a 42 sento ancora questa voglia, questa passione. E ringrazio il Ponsacco di avermi dato questa possibilità. Spero di ripagarli sul campo.

Obiettivi per questa stagione?

Semplice: fare sempre meglio e dare sempre il massimo. Per il resto, non dico altro. 

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