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Giornata del Rispetto: Willy Monteiro Duarte e la "Scuola di tifo" della As Roma

Il 20 gennaio la scuola italiana ricorda Willy: dalla legge sul bullismo al progetto "A scuola di tifo" della Roma, un messaggio chiaro contro l'indifferenza. 

Oggi Willy Monteiro Duarte avrebbe compiuto 27 anni. Un compleanno che non potrà essere festeggiato, ma che continua a parlare alle coscienze del Paese. La sua storia è una ferita ancora aperta: il 6 settembre 2020, a Colleferro, Willy viene ucciso durante un pestaggio brutale, ad opera di tre criminali, di tre assassini. La sua "colpa" era stata quella di difendere un amico, di non voltarsi dall'altra parte, di scegliere il coraggio invece dell'indifferenza.

Proprio in suo nome, oggi, nelle scuole italiane si celebra la Giornata del Rispetto, un momento di riflessione collettiva dedicato ai valori della non violenza, dell'inclusione e del contrasto a ogni forma di discriminazione. Una ricorrenza che assume anche un forte valore simbolico e civile grazie alla legge 17 maggio 2024 n. 70, che ha istituito ufficialmente la Giornata del Rispetto come spazio educativo per prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo. A partire dal 20 gennaio 2025, questa giornata è diventata un appuntamento fisso nel calendario scolastico italiano.

Willy era italiano di origini capoverdiane, amava la cucina, aveva frequentato la scuola alberghiera ed era tifoso della Roma. Proprio il legame con lo sport ha dato vita a uno dei progetti educativi più significativi degli ultimi anni: "A scuola di tifo", promosso dall'AS Roma. Nato nel 2015 dall'ascolto delle esigenze delle scuole e dei territori, il progetto è stato dedicato dal 2020 alla memoria di Willy Monteiro Duarte.

"A scuola di tifo" si articola in due fasi. Nella prima giornata, un'educatrice lavora con le classi sul concetto di fair play, affrontando temi come bullismo, razzismo, inclusione ed educazione ambientale. Gli studenti traducono poi i messaggi appresi in uno striscione, realizzato con il supporto di fumettisti professionisti. Nella seconda giornata, un calciatore dell'AS Roma incontra gli studenti, ascolta il loro lavoro e consegna gadget e un diploma celebrativo.

Scuola e sport diventano così alleati educativi. Un modo concreto per ricordare Willy non solo come vittima dell'odio e della violenza, ma come simbolo di una scelta precisa: non essere indifferenti. A scuola, sugli spalti, nella vita quotidiana. Perché il rispetto non è un gesto straordinario, ma una responsabilità di tutti. 

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