La Roma ha il suo primo acquisto, si chiama Neil El Aynaoui e ha già dovuto chiudere i commenti perché alcuni pseudotifosi lo hanno minacciato sui social.
Il caldo a volte può giocare brutti scherzi. Può farti girare la testa, può fartela cadere, può fartela perdere. A patto però che tu ce l'abbia mai avuta. Se la testa non ce l'hai o se non sai in che modo farla funzionare, hai comunque un'alternativa. Fatti dire cosa pensare dagli altri. Che non vuol dire informarsi, aggiornarsi, capire o cercare di capire. No, significa proprio quello che ho scritto: se non sai pensare, devi chiedere cosa pensare agli altri. Capita nella politica, capita quando si parla di guerre, capita quando si parla di economia. Figurati se non può capitare, allora, quando si parla di calcio. Anzi, peggio: di calciomercato.
E allora succede che la tua squadra inizia a seguire un calciatore che non hai mai sentito nominare. Forse conosci la squadra in cui gioca, ma anche su questo non ci giurerei. Non l'hai mai sentito nominare e ancor meno l'hai visto giocare. Però qualcuno ti ha detto che è forte. Allora ti fidi e fin qui non ci sarebbe niente di male. Il problema è che per capire quello che pensi devi capire cosa pensa la maggioranza di quelli come te. Perché dai, passare per stupido non è proprio bello. Passare per diverso poi ancora meno. Ti guardi intorno, capisci che il pensiero è giusto, l'idea è giusta. Lo scrivi, lo urli, te lo ripeti in testa. Poi però succede qualcosa: la tua squadra non riesce a prendere quel calciatore e va su un altro. Il caldo può far male, può farti perdere la testa, a patto che tu ce l'abbia già. Se non ce l'hai allora puoi fare una cosa: puoi andare sul profilo social dell'altro giocatore e insultarlo, minacciarlo, offenderlo. Puoi dirgli di non venire. Di restare a casa sua (che poi è simile a un altro messaggio che scrivevi, ma in quello dicevi di tornare a casa loro). Noi non vogliamo te, vogliamo quell'altro, per favore muori. Peccato che non vivi nella sua stessa città, altrimenti gli avresti anche citofonato sotto casa. Oddio, forse no. Ma sicuramente gli avresti fatto una scritta in cui minacciavi la famiglia, la moglie, il figlio, la madre, il cugino. Una scritta di notte, quando nessuno ti può vedere. Che poi è simile a un commento sui social, fa male ma tanto chissene frega. Quello che importa è che non sei fa solo. Ci sono altri come te. Che sputano odio, vomitano rabbia. Trascinati come una massa informe. Inerme e forse anche un po' verme.
Però, per fortuna, quelli come te non contano niente. Te per fortuna non conti niente. E allora succede che quel ragazzo, non il primo, l'altro, decide di venire nella tua squadra. E che altri tifosi, magari quelli veri, domani lo andranno ad accogliere all'aeroporto, anche se magari non lo conoscono neanche loro, anche se magari non l'hanno visto mai giocare neanche loro. Ignorano se sia forte davvero. Ma è un'ignoranza che non genera odio, genera amore. E quando te non sai una cosa ma la ami comunque, si chiama fede. Anzi meglio: tifo. E per farlo devi avere la testa. Ma anche un po' di cuore.
Forza El Aynaoui. Forza Roma. Forza chiunque sceglierà quella maglia.



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