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Catenaccio d'oro: il migliore è Ranieri, tra i giocatori c'è Nico Paz

Dopo le pagelle di ieri, è tempo di assegnare i premi più ambiti: tornano, anzi fanno la loro prima comparsa, i Catenaccio d'oro, i riconoscimenti firmati Giulio Giusti per i migliori allenatori e calciatori della stagione. Tra colpi di scena, rivincite personali e sorprese dal sapore internazionale, il podio di quest'anno racconta storie di rinascita, carattere e talento. Da Ranieri a McTominay, passando per Conte e Retegui, ecco chi ha lasciato il segno secondo la redazione de Il Catenaccio. Un modo per celebrare non solo le prestazioni, ma anche il percorso umano e sportivo dei protagonisti di un'annata indimenticabile.

Catenaccio d'oro allenatori:

Catenaccio d'oro: Claudio Ranieri. Il tecnico compie il suo ultimo capolavoro prendendo una Roma moribonda e portandola in Europa League, sfiorando addirittura l'accesso alla Champions. Ora tutti osannano, giustamente, Ranieri. Molti, però, si dimenticano che quando era un giovane allenatore, ed era bravo ugualmente, dovette lavorare a lungo fuori dall'Italia perché inviso a Luciano Moggi. Quella del tecnico di Testaccio è stata una grande rivincita anche contro un sistema che l'aveva escluso, come aveva fatto in passato con altri suoi colleghi (De Sisti).

Catenaccio d'argento: Antonio Conte. Uno scudetto combattuto punto a punto con l'Inter, dimostrando il solito grande carattere. E' il primo allenatore del nostro campionato ad aver lo scudetto su tre panchine diverse.

Catenaccio di bronzo: Gian Piero Gasperini. Ennesimo ingresso in Champions League. Sembra scontato, dopo tanti anni di ottimi campionati, ma non lo è. Sarà curioso vederlo il prossimo anno sulla panchina della Roma.

Catenaccio d'oro giocatori:

Catenaccio d'oro: Scott McTominay. Campionato mostruoso per lo scozzese che, dopo aver rischiato la depressione a Manchester, ha tirato fuori il meglio di sé con la maglia del Napoli. Gol, assist, presenza fisica, intelligenza e duttilità. Il migliore di tutti per distacco.

Catenaccio d'argento: Mateo Retegui. Qualcuno ha ancora dei dubbi sulla prolificità del puntero italo-argentino? La cura Gasperini ha funzionato. Retegui è stato lo splendido terminale della macchina da gioco bergamasca.

Catenaccio di bronzo: Nico Paz. Lampi di classe in riva al lago di Como. Il talento argentino potrebbe tornare alla casa madre (Real Madrid) senza aver paura della concorrenza. 

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