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3 cose da Torino-Roma

La quarta vittoria consecutiva della Roma raccontata attraverso il gol di Malen, l'impatto di Balerdi e De Roon e l'immagine di una squadra sempre più unita. 

4 su 4. 12 gol fatti, 1 subito, terzo clean sheet della stagione. Sesto gol di Malen, che torna a segnare lì dove tutto era iniziato. Sono questi i numeri più importanti di Torino-Roma, anche se potremmo continuare la lista. Due statistiche, però, meritano di essere raccontate.

La prima è quella che dice che un avvio così non si registrava dalla stagione 2014-2015, quella con Rudi Garcia in panchina, quando le vittorie consecutive alla fine saranno dieci. La seconda è un paragone con lo scorso anno: alla quarta giornata di campionato la Roma aveva segnato 4 gol, oggi ne ha 12.

Ed è proprio in questo dato che troviamo l'emblema della crescita della squadra di Gasperini. Che vince a Torino in maniera diversa rispetto alle goleade contro Fiorentina e Lecce e anche rispetto alla rimonta tutta cuore, grinta e adrenalina contro l'Atalanta.

Vince in maniera sporca, in maniera cattiva, soffrendo e resistendo, azzannando la partita, usando i muscoli e non solo la fantasia.

Come dimostra il gol di Malen. Un gol che, da solo, racconta la Roma di ieri sera.

E allora partiamo proprio da qui per le nostre 3 cose da Torino-Roma.

 Un gol di chi ha fame di gol

Erano passate due partite senza una rete e, per uno come lui, era un'eternità. Poco importa se anche contro l'Atalanta la pericolosità era stata la stessa: 12 tocchi in area di rigore, 4 occasioni di tiro, statistiche uguali o migliori rispetto alle gare contro Fiorentina e Lecce, come scrive su X Mirko Bussi di LaRoma24.

Poco importa se il gol di Cristante in Champions League contro il Fenerbahce era arrivato grazie a un suo lavoro non sporco, ma sporchissimo: palla protetta, possesso difeso, retroguardia avversaria trascinata via, spazi aperti.

Tutto bello, certo.

Ma Malen vive per il gol. E ieri sera stava per perdere la pazienza: prima con un colpo di testa (forse per zittire Gasperini, che scherzando in conferenza aveva indicato proprio in questa modalità una possibile lacuna dell'olandese), poi con un gol in fuorigioco. Lo 0-1 che spezza l'inerzia di una partita scomoda arriva in un modo forse non bello dal punto di vista tecnico, ma spettacolare per tanti altri aspetti.

Un gol non semplicemente in caduta, neanche solamente da terra. Un gol fatto con una reattività di pensiero e di movimento che non trova paragoni. Con una cattiveria, con una fame, con una letalità che è solo dei grandi attaccanti. Resiste al primo marcatore, supera il portiere, poi deve sfidare la gravità. Un occhio alla sfera, un altro al difensore che sta arrivando, un altro (ma non erano finiti?) a inquadrare la porta.

Malen fa tutto questo in una frazione di secondo. Poi il guizzo, di destro, da sdraiato: la palla in rete. La Roma in vantaggio.

Il gol di Malen in Torino Roma

 Capitani

Gasperini lo aveva detto qualche settimana fa: «Abbiamo acquistato due capitani». E forse è un aspetto che era passato inosservato. Fino a ieri sera.

La prima da titolare di Balerdi e l'ingresso in campo di De Roon sono stati fondamentali per i tre punti. Partiamo dall'argentino, dalla sua velocità, dalla capacità di leggere le situazioni, dalla sua autorità. Anche dalla sua spavalderia, perché no. Anche se poi, in realtà, la sua è semplicità: «Sono aggressivo, mi piace questo. Sono qui per aiutare tutta la squadra, capitano o non capitano non mi importa. Io voglio che la squadra vinca», aveva detto prima di Torino-Roma.

Poi c'è De Roon, il cui ingresso in campo ha portato esperienza e stabilità.«Avevamo bisogno di muscoli e forza, è ciò che ci ha garantito De Roon – ha detto Gasperini –. Le gare nascono in un modo e possono cambiare, serve giocare più tipi di calcio».

E la Roma, quest'anno, può farlo.

 Una squadra unita

L'ultima cosa da Torino-Roma non è un gol, non è un recupero difensivo e neanche una lettura a centrocampo.

È una foto, che da sola vale più di mille parole.

Sono gli ultimi minuti, quelli decisivi, quelli che assegnano la vittoria. La panchina della Roma è tutta in piedi: chi è uscito, chi non è entrato, chi ha preparato la sfida e ora vuole raccogliere i frutti.

Tutti insieme, uniti, compatti.

Una squadra. La nostra.

La panchina della Roma tutta in piedi per gli ultimi istanti di Torino Roma

Bonus Track: I crampi di Pisilli

ìTorino-Roma non è stata la partita più bella di Niccolò Pisilli. Qualche errore di lettura, tante imprecisioni nei passaggi, un po' di confusione di troppo.

Poi guardi i numeri: 13 chilometri percorsi, scalzato Cristante almeno per questa gara. Poi guardi il risultato: c'è la sua firma. Ed è una firma importante, quella che chiude i conti di una partita spigolosa.

Ma c'è un'altra cosa da guardare: l'esultanza. Un'esultanza che non c'è, perché dopo il gol Pisilli ha i crampi.

Ed è l'immagine della Roma di Gasperini. Una Roma che dà tutto, fino al minuto 97 sul cronometro.

Tra loro, la Roma
 

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