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3 cose sull'amichevole Roma Cannes

I fischi a Dovbyk, la fascia a El Shaarawy, la prima di Salah Eddine. Qualche spunto da Roma Cannes. 

L'avevamo già detto la volta scorsa, in occasione della partita contro l'UniPomezia, e lo ribadiamo anche stavolta: il calcio di luglio lascia il tempo che trova. Il problema però è che se continuiamo a ripeterci questa litania alla fine non possiamo parlare di nulla e dato che il calciomercato sarà ancora lungo, troppo lungo, proviamo a capire quale sarà il futuro della Roma, o quale potrebbe essere, cercando di analizzare la partita di oggi con il Cannes. 

Il risultato lo sapete: 3 a 0. I marcatori pure: El Shaarawy, Dovbyk, Ferguson. Proviamo però a ragionare insieme su alcune indicazioni che l'amichevole con i francesi ha dato. E lo facciamo proprio dal primo gol che ha aperto il match: quello del Faraone. 

 Capitan El Shaarawy 

La regola di Gasperini parla chiaro: la fascia da capitano al braccio la porta chi ha più presenze con la squadra. Se nelle prime uscite la scelta, dettata da legge, è ricaduta su Cristante, oggi il capitano era lui, El Shaarawy. Battuto di misura il centrocampista, 320 a 318, il Faraone si è fatto vedere ancora una volta in grande spolvero. Aldilà del gol è sempre stato nel vivo dell'azione, ha guidato la manovra offensiva, ha creato, ha segnato e fatto segnare (suo l'assist per il gol di Dovbyk). 

Nei giorni scorsi si è parlato di una sua cessione e sicuramente a Trigoria, se dovesse arrivare un'offerta, la ascolterebbero volentieri, pur di togliersi un ingaggio comunque pesante a bilancio. Il problema è che pochi garantiscono le prestazioni (e i gol) di El Shaarawy. Lo scorso anno ha collezionato 36 presenze in campionato, di cui 19 partendo dalla panchina, condite di 3 gol e 5 assist. E se il campionato dovesse iniziare adesso, dietro la prima punta, giocherebbero lui e Soulé

Esperienza, tecnica, estro, gol, senso di appartenenza. Un esterno d'attacco arriverà, ma intanto io El Sha me lo terrei stretto. 

La prima di Salah Eddine 

Finalmente lo conosciamo, Eddine. Perché chiamarlo Salah, ammettiamolo, ci fa un po' strano. Non sarà stata una partita clamorosa la sua, ma intanto qualcosa si è visto. Propositivo in avanti, dove ha fatto vedere vocazione offensiva e gusto per il dribbling, ordinato ma non sempre corretto dietro, dove ha concesso un po' troppo. Ma i segnali ci sono. Ora sta a Gasperini valutare le sue potenzialità. Lo scorso anno il ragazzo olandese non ha praticamente mai visto il campo (solo 3 presenze con Ranieri) e forse deve ancora giocarsi le sue carte a Trigoria. 

Staremo a vedere cosa dirà il mercato, ma intanto oggi qualche segnale è arrivato. Sicuramente non abbastanza per parlare di conferma, sicuramente qualcosa in più del nulla in cui era avvolto fino ad oggi. 

 I fischi a Dovbyk

Dicevamo che le amichevoli, come Roma Cannes, servono a capire come potrebbe essere la Roma del futuro. Ecco, potrebbe essere sicuramente migliore e più forte se si eviterà di fischiare chi ne indossa la maglia. Già al secondo minuto di un'amichevole estiva per cui in palio non c'era nulla, dagli spalti del Tre Fontane sono piovuti mugugni ai primi palloni toccati da Dovbyk. L'ucraino è sicuramente fuori forma (rientra adesso da un infortunio, non è ancora al 100% e, come tutta la squadra, paga ritmi e carichi di lavoro nuovi, con una seduta mattutina svolta anche oggi nonostante la partita) fischiarlo non porta a niente di buono. 

Sembra come se ci sia gusto ad annunciare il fallimento di un calciatore della Roma, dimenticando che quel fallimento, poi, è di tutti. Si gode agli stop sbagliati di Dovbyk, si gongola al gol mangiato, così da poter esibire un bel "te l'avevo detto io" nelle chat o sui social, al compagno di tribuna o al bar. Anzi no: finché è al bar va quasi bene, a patto che poi quando si è allo stadio si sostenga. Quest'anno la Roma ha due attaccanti di rilievo: Dovbyk e Ferguson. Teniamoceli stretti e sosteniamoli. 

 Bonus track: ancora Hermoso, l'emozione di Wesley e il cartellino di Ferguson

Altri rapidi ragionamenti. Se Hermoso è veramente questo e se veramente la cura Gasperini dovesse dare i suoi frutti, avremmo un difensore in più, un difensore forte in più. Aspettiamo e vediamo, ma intanto la forma dello spagnolo lascia ben sperare. 

Così come lascia ben sperare la gamba di Wesley, la sua voglia di mettersi in mostra e la sua emozione. Io uno che si emoziona così per la maglia della Roma lo vorrei sempre in campo.

Infine, niente, ha risegnato Ferguson. E speriamo che non abbia intenzione di smettere. 

FINITA Lens Roma 0-2. Decidono Mancini e Soulé
FINITA Roma Cannes 3-0. Reti di Ferguson, Dovbyk e...
 

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