Il pressing altro di Gasperini, la fascia Wesley-Soulé, la partita di El Aynaoui. Impressioni dall'amichevole Lens Roma.
L'ennesima amichevole è stata archiviata. La Roma vince sul campo del Lens per 2 reti a zero, saluta la Francia e vola in Inghilterra per la seconda parte di ritiro. Un'amichevole diversa da tutte quelle disputate finora, innanzitutto per la caratura dell'avversario, che ha reso la partita vera, combattuta, sentita. Poi anche per una Roma che è apparsa diversa, più organizzata, più "ragionata".
Proviamo allora a mettere ordine a questi ragionamenti, pensieri, suggestioni e impressioni della partita di ieri per capire dove sta andando la squadra di Gasperini. Che proprio sul campo del Lens ha fatto vedere i primi, forti, dettami tattici del mister di Grugliasco.
Il pressing alto
Il primo dato è quello sul pressing. Il marchio di fabbrica di Gasperini all'Atalanta si sta facendo vedere sempre di più anche in queste prime uscite estive. La Roma pressa e lo fa in maniera forte, continua, decisa. Due istantanee su questo: il gol di Soulé, che arriva dopo le urla di Gasperini per un cambio di gioco sbagliato e che è il frutto della pressione altissima di tutta la squadra, con Koné che recupera palla a ridosso dell'area di rigore francese e serve l'argentino. La seconda istantanea è quella di Hermoso, subentrato a Ndicka nel corso del primo tempo, che si spinge fino alla trequarti del Lens per inseguire il suo marcatore e per non dargli respiro.
Gli stessi movimenti li avevamo già visti anche contro Trastevere e UniPomezia, ma vederli di nuovo in una amichevole vera, eseguiti bene anche da chi entra in corso, lascia ben sperare. Per avere sempre un atteggiamento simile servirà preparare bene il fisico e la mente, i polmoni e le gambe. E allora buon lavoro.
La corsia di destra Soulé-Wesley
Lo scorso anno le trame offensive della Roma sulle fasce passavano soprattutto, se non solamente, sulla sinistra. Ad Angelino venivano delegati tutti i compiti di creazione di palle gol per l'area di rigore. Sulla destra, invece, quasi nulla. Quest'anno la storia potrebbe finalmente cambiare. L'acquisto di Wesley può essere veramente un punto di svolta nell'assetto tattico della Roma e nella partita di ieri il brasiliano ha fatto vedere ottime cose: molto propositivo in avanti, con accelerate che entravano anche dentro il campo e un ottimo dialogo con i trequartisti, ordinato (anche se con qualche sbavatura) in difesa. La percezione, che dovrebbe essere normale e invece è così straordinaria, è che la Roma abbia finalmente un terzino destro che sa cosa fare quando ha il pallone tra i piedi. Che non si limiti a fare retropassaggi, ma che si proponga, che detti il passaggio, che addirittura possa saltare l'uomo.
Tutto questo unito ad un Soulé apparso ieri in stato di grazia lascia ottime speranze per il futuro. L'argentino, che ha finito la partita con il ghiaccio sulla caviglia, ha seminato sprazzi di bellissimo calcio, con dribbling, aperture, intuizioni, assist che spesso avevano proprio Wesley come co-interprete e spalla. Un'ottima base, insomma, su cui continuare a lavorare.
Date tempo ad El Aynaoui
Sul marocchino avevamo già scritto qui e il discorso poteva essere valido anche dopo le prime amichevoli disputate, in cui è apparso timido, ancora fuori dagli schemi (ovvio) e in fase di rodaggio. Ieri invece, complice anche la famigliarità con lo stadio e la conoscenza degli avversari, El Aynaoui ha fatto vedere quello di cui è capace. Buona capacità di lettura, abile a spostare il baricentro della squadra, il marocchino ha giocato un'ottima partita al fianco di Koné. Ed è stato lui stesso, in zona mista, a spiegare cosa gli chiede Gasperini: "Giocare la palla, pressare, cercare di difendere ma in maniera propositiva, quindi attaccando. Tatticamente devo ancora correggere qualcosa ma credo di essere sulla strada giusta".
Positiva anche la capacità del centrocampista di essere sempre orientato verso la porta avversaria, sia con il corpo che con gli occhi e quindi con il piede. L'impostazione perfetta per una squadra che, in passato, aveva difficoltà a trovare la strada della porta avversaria.





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