Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

3 cose su Lazio Roma

Le parole di Gasperini, la partita di Rensch, il gol di Pellegrini. Tre cose da analizzare di questo derby tra Lazio e Roma. 

Io i derby non li vedo. Non ce la faccio, lo vivo male e allora preferisco non pensarci. Che poi, pare facile, non pensarci. Puoi staccare internet, spegnere la televisione e mettere il cellulare in silenzioso, ma c'è sempre il problema del palazzo e della via. Allora te ne vai lontano, più lontano possibile. E stavolta mi ha aiutato l'orario: 12.30, ora di pranzo. Quale scusa migliore.

Il problema è che ogni suono che senti, in sottofondo, da lontano, un urlo, uno strillo, una macchina che suona, te lo associ al derby, a Lazio Roma, alla partita che non vuoi vedere ma che pensi intensamente. Inganni il tempo, mangi, bevi, tieni d'occhio l'orologio. Alla fine del primo controllo, anzi no: dopo il secondo. Aspettiamo il dolce, dopo il caffè accendo.

Alle 14.30 mi sento tranquillo, posso guardare il cellulare. La Roma ha vinto e ha vinto con un gol del suo capitano.

La partita allora la posso rivedere, senza patemi, senza ansie. La rivedo soprattutto per poter trovare 3 cose belle su Lazio Roma, su questo derby della Capitale che porta la firma di Lorenzo Pellegrini e che regala a Gasperini la prima vittoria nella stracittadina. E allora partiamo proprio da lui.

 Le parole di Gasperini

Gasperini alla prima vittoria nel derby tra Lazio Roma

Primo derby giocato, primo derby vinto. 3 punti che valgono anche di più dopo il brutto ko con il Torino e che per un attimo non fanno pensare alle tante cose ancora da costruire, da migliorare, da correggere. Non ci pensa il tifoso, allora ci pensa Gasperini a indicare la strada:

"Sono felicissimo ma nel finale non riuscivo a farmi sentire dai giocatori. Abbiamo rischiato di prendere il gol e forse sarebbe stato anche giusto, dato che non si possono sciupare quelle occasioni nei minuti finali. Per il resto buona partita. Sono felicissimo per i tifosi, la squadra e la società. Anche io sono felice, ma da stasera penserò a come fare meglio negli ultimi 10 minuti".

Dopo un derby vinto, Gasperini parla di quello che la squadra ha sbagliato. Parla di lavoro, parla di perfezionismo. Parla di tante, troppe occasioni sciupate, parla di rischi che non si possono prendere. Parla dei 10 minuti finali, quelli in cui si è sbagliato di più, quelli che non si devono più ripetere.

È questo che mancava alla Roma: un maniaco, un allenatore attento ai dettagli, tormentato dagli errori. Un allenatore che non si accontenta, che non si culla, che non si crogiola nelle lodi. Ma che indica la via: dopo un derby vinto c'è ancora più bisogno di lavorare.

Rensch insieme a Soulè e Ndicka dopo il derby

 La partita di Rensch

La copertina del derby non può che andare a Lorenzo Pellegrini, è vero, ma forse il migliore in campo è stato Devyne Rensch. Suo il pressing, di gasperiniana impostazione, da cui nasce l'errore di Nuno Tavares e il gol del capitano. Qualche minuto dopo arriva anche l'occasione personale, con Provedel che salva in angolo.

Partita di sostanza e di quantità, giocata con dedizione, con attenzione, con concentrazione. In una zona del campo in cui Nuno Tavares è stato annullato e Zaccagni tenuto a bada. L'assenza di Wesley, insomma, non si è fatta minimamente sentire. Anzi.

 Il gol di Lorenzo Pellegrini

Le lacrime di Lorenzo Pellegrini

La cosa più importante ce la teniamo per ultima. Anche se dovrebbe venire per prima. Perché la storia di questo derby è una storia d'amore, di rabbia, di rivincita. È la storia del suo capitano, un capitano abbandonato, spodestato, dimenticato. Un capitano che se ne doveva andare, che era un peso per il bilancio e per lo spogliatoio. Un capitano che non sembrava più neanche un giocatore, fermo com'era da mesi, lontano com'era dalla forma fisica.

E invece eccolo lì: titolare nella partita, fin qui, più importante di questo avvio di stagione. E invece eccolo lì: a segnare per la sua squadra, per la sua città, per la sua Roma. A prenderla in braccio, a guidarla verso la vittoria. A fare quello che devono fare i capitani: farsi trovare pronti, presenti, quando c'è bisogno di loro. Fare coraggio, risolvere la partita. Regalare gioia.

La storia di questo derby è una storia di rivincite, di rabbia, di lacrime e sudore, che sul volto di Pellegrini si confondono, bagnano mani e maglietta. La storia di questo derby è una storia di rivincita. E, chi lo sa, anche di ripartenze.


Le immagini di questo articolo sono tratte da As ROMA Images 

3 cose su Nizza Roma
Violenza, estrema destra e xenofobia. Chi sono gli...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://mail.il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...