Tra memoria e teatro: il mito degli Invincibili rivive a Torino con il racconto giornalistico di Marco Bonetto e Gianfelice Facchetti.
Ci sono momenti nella vita che ti ricordano con chi eri, dove eri e cosa facevi in quei precisi istanti... Anche nello sport, elemento non principale, ma neppure secondario, delle nostre vite. Non solo di quei periodi vissuti direttamente. Io non dimentico dove mi trovavo per la prima volta quando venni a conoscenza di Valentino, Virgilio, Romeo, Guglielmo.
E gli altri, non solo calciatori, staff tecnico e dirigenti. Prendiamo allora un paragrafo tratto dal libro 'Sessant'anni fra campioni, miti, intrighi e follie' di Mario Pennacchia: "Corsi al Corriere in un'atmosfera rarefatta che mi ricordò quella che suscitava il suono delle sirene durante la guerra. Arrivai sotto il portone mentre si stava radunando la folla. Una prima voce come una scintilla propagò un incendio e partì un grido appassionato, un'invocazione da brividi: <<To-ri-no!, To-ri-no!>>".
Bacigalupo, Ballarin, Maroso. Fino a Ossola. Il 4 e 5 maggio, al teatro San Giuseppe del capoluogo piemontese, andrà in scena 'Il Grande Torino, una cartolina da un Paese diverso'. Un racconto giornalistico e teatrale a cura di Marco Bonetto (Tuttosport) e Gianfelice Facchetti, in collaborazione con il Museo del Grande Torino, l'Interclub Torino, l'Unione Club Granata, il Csen Verbania e il gruppo musicale 'Slide Pistons' .
Una serata per non dimenticare, per imparare, per approfondire. Perché anche lo sport è cultura.
di Antonio Capotosto




Commenti (0)