Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Igor Protti, lo Zar romantico

Il viaggio nel calcio romantico di una volta fa tappa in Toscana, per celebrare la storia d'amore viscerale tra la città di Livorno e il suo eterno capitano Igor Protti. 

Oggi continuiamo il nostro viaggio indietro nel tempo, per rivivere le emozioni e la passione del calcio di una volta.

Un calcio che era veramente uno sport popolare, dove i prezzi dei biglietti dello stadio erano davvero popolari, come i settori che gremivano tifosi ed appassionati.

Tifosi ed appassionati, non spettatori come ora.

In quegli anni ogni squadra, anche la più piccola, aveva la propria bandiera, il giocatore che rappresentava in giro per l'Italia un intero popolo calcistico, cui si era legato in modo indissolubile.

Il nostro viaggio continua con la bandiera di una squadra dallo spirito fiero e ribelle, ma profondamente generosa come la sua gente: il Livorno.

Igor Protti detto lo Zar, bomber da oltre 250 goal in carriera, è l'unico insieme a Dario Hubner, ad aver vinto la classifica marcatori in tutte le serie professionistiche: in A col Bari, in B e per due volte in C1, con il Livorno.

Con la maglia amaranto ha collezionato 304 presenze e segnato ben 140 reti, spesso decisive, come quella su punizione alla Vis Pesaro nel 1988, che garantì al Livorno la salvezza in C1 con una giornata di anticipo

Nato a Rimini sulle sponde del Mare Adriatico, si conquistò stima e affetto del popolo di un'altra città di mare: Livorno, dove arrivò in prestito dal Milan, a soli 18 anni guadagnandosi l'affettuoso soprannome di "bimbo".

Protti partecipò anche alla vita sociale e culturale livornese, recitando in teatro una versione della Bohème e solidarizzando con i giovani che si opponevano alla distruzione dello storico Cinema Odeon, per realizzarvi un parcheggio.

Nel 2025 è uscito un docufilm "Igor. L'eroe romantico del calcio" che per l'autore Alberto Battocchi dimostra che "Igor è amato in tutta Italia proprio perché simbolo di un calcio romantico e di grandi valori"

Protti si era fatto apprezzare per le doti umane e calcistiche in tante piazze italiane: Messina, Bari, Napoli, Lazio, duettando in attacco con giocatori come Kenneth Anderson e Beppe Signori

Nel 1996 dopo i 24 goal segnati a Bari, sfiorò la convocazione all'Europeo in Inghilterra ed il passaggio all'Inter, sfumati entrambi in extremis.

Dal 1999 fino a fine carriera ha voluto legare il suo nome al Livorno, nonostante offerte più vantaggiose, per una scelta personale ricambiata dai tifosi con un amore viscerale ed assoluto.

Protti in campo dà tutto, gioca con l'impeto del tifoso ed al terzo tentativo, dopo la finale playoff 2001 persa per un autogol al 120°, trascina l'anno successivo con 27 reti il Livorno in B, al termine di un duello serrato con lo Spezia, deciso nell'ultima partita in casa, davanti ad oltre 30.000 tifosi tra stadio e megaschermi.

Dopo oltre trent'anni di delusioni era finalmente riuscito a riportare il Livorno in B!

L'anno successivo con le sue 23 reti vinse la classifica cannonieri, contribuendo al campionato tranquillo degli amaranto.

Nell'estate 2003 a 35 anni pensò di smettere, ma l'affetto di oltre 5.000 tifosi scesi in piazza per lui e solo per lui, lo convinsero a continuare.

Igor Protti. Fonte foto: Lapresse

Anche perché al Livorno, rinunciando ad un contratto enorme da 1 mld di lire, era arrivato Cristiano Lucarelli, deciso ad inseguire il sogno del padre: vederlo giocare nella squadra della sua città.

Ed insieme i due bomber riusciranno a riportare dopo oltre 50 anni il Livorno in A, ovviamente a suon di goal, ben 54, realizzati dalla coppia d'oro dell'attacco amaranto

L'annata del ritorno in serie A sarà anche l'ultima da calciatore per Igor Protti, che a 37 anni, segnerà al Picchi contro la Juve l'ultimo goal della propria carriera, nella penultima giornata, facendo commuovere una città intera al momento della sostituzione e del passaggio della fascia da capitano a Cristiano Lucarelli.

Per altre due volte, ma stavolta da Dirigente, Protti è tornato a Livorno per risollevare la squadra da momenti bui.

Nel 2016 in Lega Pro, per ricostruire tutto, contribuendo al ritorno in B nel giro di due anni.

Risponde ancora presente nell'agosto 2021, tornando al capezzale amaranto, a seguito della crisi societaria, per "sporcarsi le mani", questa volta sui campi dei dilettanti con tante categorie da scalare, ma con l'obiettivo di far sorridere di nuovo la gente di Livorno.

Anche adesso i Livornesi ricambiano quanto ricevuto, sostenendo Igor nei difficili momenti di salute che sta affrontando con coraggio e che ha raccontato con parole che colpiscono per la loro umanità, dopo l'omaggio ricevuto dal pubblico del Picchi nell'agosto 2025.

«Ci vogliamo tutto il bene del mondo. Venerdì, quando lo stadio ha cantato il mio nome, ho pianto. Avevo la chemio attaccata al corpo e ho pianto. Non mi sono mai vergognato delle mie lacrime. In quelle di venerdì c'erano gioia, nostalgia e paura che fosse l'ultima volta».

Perché quella contro il tumore "È una partita durissima, so benissimo che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre"

Termina qui la seconda tappa di questo viaggio nella memoria del calcio italiano.

A presto per il prossimo protagonista del periodo d'oro del calcio italiano. 

Acciaio, fango e rock 'n' roll: la sinfonia dei ge...
Carbognano il paese di Giulia Farnese aspetta il r...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://mail.il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...