"Africa basket", "dove sono gli italiani", "che schifo". L'Italbasket U20 vince gli Europei anche contro il razzismo
La nazionale italiana di basket under 20 vince gli Europei di categoria e scrive una nuova pagina di storia. Di storia e di rivalsa. E' un successo che mancava da dodici anni e che certifica la crescita del movimento (l'Italbasket femminile ha vinto il bronzo agli Europei lo scorso giugno) e di un gruppo guidato da Alessandro Rossi, ma trascinato da giocatori in rampa di lancio, destinati a un grande futuro.
C'è Francesco Ferrari, MVP del torneo, oggi alla Gesteco Cividale, c'è Elisee Assui, che viene chiamato il tanquete, il piccolo carrarmato, e ha il sogno di giocare in Eurolega, c'è Prince Charles Atamah, che aveva provato a giocare a calcio, poi a pallavolo, arriva alla pallacanestro a 11 anni e il primo allenamento è un disastro. E oggi è campione d'Europa. Storie di sacrificio, di passione, di rivalsa. Di sassolini via dalla scarpa. Come quelli che si toglie David Torresani, playmaker del Treviso, che su Instagram per celebrare la vittoria scrive: "Grazie mille a tutti i commenti negativi e razzisti sotto i vari post, ci avete dato la carica!!".
Il riferimento è soprattutto alla foto del 12 luglio, giorno dell'esordio dei ragazzi contro il Belgio. E siamo andati a rileggerli, questi commenti. "Bravi, ma italiani solo sui documenti. La cittadinanza è anche altro" dice Luigi Carfora, mentre Arce Nimo, che come foto profilo ha la fiamma tricolore del MSI, scrive "che schifo… nessun italiano" e non contento, per ribadire il concetto, continua: "Africa". Stesso pensiero di Salvatore Brigano, che commenta "Africa Basket", mentre Carmine Pecorelli si chiede "dove stanno gli italiani?" e Gian Piero Baratella lancia l'allarme, preoccupatissimo: "Stiamo sparendo…".
Abbiamo voluto lasciare nomi e cognomi di questi individui, odiatori seriali e leoni da tastiera, perché con i razzisti non bisogna usare nessun riguardo. Come non lo hanno usato e non lo usano loro. A dire la verità però, come spesso accade, sono anche altre le parole. Parole di sostegno, di incoraggiamento e di condanna. Ce n'è uno, però, che ci colpisce: "Leggi 10 commenti e capisci perché il Paese è ridotto così!! Andiamo a vincere". Il razzismo, in Italia, c'è sempre stato ma negli ultimi mesi si è assistito a un ritorno pericoloso e a una diffusione impunita e trascurata. Oggi scrivere commenti razzisti o praticare atteggiamenti razzisti nella vita di tutti i giorni non solo non viene punito ma viene coperto, tollerato, quasi giustificato. Una deriva pericolosa, che non dobbiamo in alcun modo permettere.



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