Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo
Menu
Post Image

Heraskevych e il casco vietato dal CIO: il ricordo degli atleti ucraini morti in guerra

Lo skeletonista ucraino si allena con il casco dedicato alle 27 vittime sportive del conflitto: rischio esclusione prima della gara. 

Alla fine Heraskevych non c'è stato. Alla fine Vladyslav Heraskevych ha indossato il casco vietato dal Comitato Olimpico Internazionale: il casco con i volti dei 27 atleti vittime della guerra in Ucraina.

Tra loro il volto di Alina Perehudova, 14 anni, promessa del sollevamento pesi, uccisa a Mariupol mentre scappava da un'esplosione. C'è Pavlo Ischenko, 33 anni, pugile peso gallo detto «Wild Man», ucciso in prima linea a guerra appena scoppiata. Oleksiy Loginov, 23 anni, portiere di hockey; Ivan Kononenko, 33 anni, sollevamento pesi. Mykyta Kozubenko, 31 anni, tuffatore, ucciso mentre combatteva. Oleksiy Habarov, 31 anni, tiro a segno, caduto al fronte; Daria Kurdel, 20 anni, danza sportiva, morta sotto un bombardamento di droni. Yevhen Malyshev, 19 anni, biathleta, è morto a Kharkiv mentre consegnava aiuti umanitari alla popolazione.

Sono solo alcune delle storie che Vladyslav Heraskevych, ex pugile, oggi alla terza Olimpiade nello skeleton, porta sulla testa e nel cuore. Solo una parte delle oltre 650 vittime, tra atleti e allenatori, che l'Ucraina piange.

«È inaccettabile che Russia e Bielorussia vengano escluse dai Giochi e poi, toh, spuntino qui atleti russi e bielorussi con la falsa bandiera degli Atleti Individuali Neutrali…!», spiegava l'atleta qualche settimana fa. Aveva già deciso di indossare il casco, ma il CIO non glielo ha permesso: c'è l'articolo 50 della Carta Olimpica, che vieta gesti di natura politica. Vietato parlare di pace, dunque, in una competizione che nasce proprio per unire.

Oggi Heraskevych si è allenato indossando il casco della discordia, che in realtà è un casco della memoria. «Questi atleti hanno sacrificato la loro vita, e grazie a questo sacrificio io posso essere qui, quindi non li tradirò».

E ancora: «Nello skeleton si vince per millesimi di secondo. Io ho solo questo modello di casco, ne ho soltanto uno e probabilmente un altro non mi andrebbe bene. Ho bisogno di tempo per adattarmi e non ne ho per questa gara. Ma credo anche che non vada contro le regole olimpiche. La Regola 50 non riguarda questo casco, non hanno il diritto di vietarmelo durante la competizione».

Domani la gara. Prima di scendere in pista, gli atleti dovranno far esaminare il loro materiale. Il CIO è pronto a escluderlo. Heraskevych, invece, è pronto a fare di tutto per ricordare i suoi compagni morti in un'ennesima, ingiusta guerra di questo nostro tempo.

Crishan Kalugamage, la storia del pizzaiolo che tr...
La nuova era del tennis: perché il duello Alcaraz-...
 

Commenti (0)

  • Non ci sono commenti. Inserisci un commento per primo.

Lascia un commento

Immagine Captcha

Accettando accederai a un servizio fornito da una terza parte esterna a https://mail.il-catenaccio.it/

Like what you see?

Hit the buttons below to follow us, you won't regret it...