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Francesca Lollobrigida d’oro tra sport e maternità: la vittoria che racconta i diritti mancanti

Dalla corsa per abbracciare il figlio Tommaso al tema delle tutele per le atlete madri: dietro l'oro olimpico di Milano Cortina 2026 c'è molto più di una medaglia. 

 Francesca Lollobrigida non trattiene la gioia dopo aver vinto la medaglia d'oro nel pattinaggio di velocità. La prima, bellissima immagine di queste strane Olimpiadi Milano Cortina 2026 è proprio la sua: lei che corre per i corridoi della Fiera, in barba a qualsiasi protocollo, facendo finta di non sentire gli addetti ai lavori e i volontari che cercano di fermarla. Corre per festeggiare insieme al figlio Tommaso, 3 anni, un successo che è anche una storia virtuosa, una storia di diritti, di leggi che mancano, di organizzazione.

Perché per crescere un bambino serve un villaggio, per vincere una medaglia serve ancora di più.

"Con Tommaso ho riscoperto me stessa, come donna e come atleta" ha raccontato Francesca Lollobrigida, 35 anni, nata a Frascati, a Gaia Piccardi del Corriere della Sera, riavvolgendo il nastro dei ricordi, ritornando a quando ha scoperto di essere incinta, quando ha iniziato a dover fare calcoli, a parlare con la Federazione, con gli allenatori, con lo staff.

"Cosa ti serve?", mi ha chiesto. "Come vuoi muoverti?". Mi hanno dato carta bianca e io ho ritrovato la voglia di buttarmi nella mischia. Mia sorella Giulia, dopo il parto, è stata la mia compagna di allenamenti. Quando Tommaso aveva tre mesi abbiamo caricato la macchina e da Roma siamo partite per un raduno a Livigno. Se non avessi potuto contare sull'aiuto di tante persone, in Federazione e in famiglia, questo oro non sarebbe mai arrivato".

Nello sport, infatti, mancano ancora le tutele necessarie per le atlete mamme. In Italia solo due federazioni, calcio e golf, riconoscono il professionismo femminile, e spesso non esistono rapporti di lavoro riconosciuti e regolati per legge per le discipline. Risultato? Le atlete non possono rientrare nelle coperture garantite.

Negli ultimi anni il Dipartimento dello Sport per la Presidenza del Consiglio ha stanziato un Bonus Mamme, "per assicurare il principio delle pari opportunità nel settore sportivo e garantire il diritto di conciliare la carriera sportiva con il ruolo di madre". Contributo mensile di 1.000 euro, per un massimo di 12 mensilità. Un milione di euro stanziati per il 2025, quota dimezzata rispetto all'anno precedente. Un bonus che non è per tutte: per accedere al contributo si deve dimostrare di non avere redditi superiori ai 15 mila euro annui, né lavori che garantiscano tutele di maternità.

Per questo le federazioni si muovono spesso in autonomia: la Fipav offre alle pallavoliste di Serie A e di Serie B un'integrazione di 500 euro mensili; la Federghiaccio ha invece varato un progetto ad hoc, che guarda al supporto logistico ed economico, per contribuire alle spese di accudimento del bambino durante gli orari di allenamento e in occasione dei raduni.

"Una vita negli hotel, portandomi dietro mio figlio — racconta ancora Lollobrigida — con il paradosso delle palestre che non ammettono i bambini. E io dove lo metto? Non è che c'è un asilo dietro ogni angolo, soprattutto in Italia. Ringrazio il presidente Gios per avermi dato la possibilità di non rinunciare a nessuno dei miei sogni".

Ma per una donna che ce la fa, purtroppo, tante altre rimangono nell'ombra, costrette a rinunciare alla propria vita, ai propri sogni.

Secondo i dati di Save the Children relativi alle dimissioni volontarie post genitorialità, risulta evidente come la nascita di un figlio influisca sulla disparità di genere: nel 2022, sulle oltre 61 mila convalide di dimissioni volontarie, il 72,8% riguarda le donne. I motivi principali sono sempre legati alle sfide della cura del bambino: il 41,7% dice di aver lasciato il lavoro per mancanza di servizi di assistenza, il 21,9% invece per problematiche legate all'organizzazione del lavoro. In totale, il 63,6% delle motivazioni delle lavoratrici fa riferimento alla genitorialità, una percentuale che scende al 7,1% per quanto riguarda i lavoratori.

Per questo la storia di Francesca Lollobrigida può dirci molto. Per questo dietro la sua medaglia c'è anche tanto altro. Ci sono politiche, attenzioni, diritti. C'è un villaggio, non solo olimpico, che aiuta un bambino a crescere e un'atleta a inseguire i suoi sogni. Senza dover rinunciare.

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